La vecchia stazione di Erba-Incino rivive in un diorama!
di Alberto e Stefano Ripamonti
Diverse volte in questa sezione del sito abbiamo avuto modo di parlare della vecchia stazione di Erba-Incino, della quale oggi solo poche persone ne conservano ancora la memoria (Clicca qui).
Correvano i primi anni del '900: le automobili erano pochissime, carrozze e cavalli erano il principale mezzo di trasporto su medio/corto raggio anche per i più ricchi e il treno era l'unico mezzo veloce e veramente affidabile per viaggi un po' lunghi. La linea FNM che da Milano Cadorna attraversava la Brianza finiva col capolinea di Erba-Incino, meta fissa (nonché allora di moda, frequentatadallo stesso Re Umberto I) per i nobili milanesi che qui venivano a trascorrere dei periodi di vacanza lontani dal già rumoroso e insalubre capoluogo lombardo.
Sebbene fosse questa una stazione terminale e certamente importante, dalle foto dell'epoca che riproponiamo qui sotto risulta chiaro che era allo stesso tempo decisamente modesta: sappiamo infatti che poco prima c'era uno scalo merci e subito dopo la piccola stazione, con appena due binari. Accanto ad essa vi era il bar (il cui edificio è - fortunatamente - ancora esistente) mentre davanti si estendeva un ampio piazzale con una bella aiuola.

Naturalmente, per potervi raccontare con precisione tutto questo importante passato della storia di Erba, sono state prima portate avanti lunghe ricerche (materiale bibliografico ed iconografico principalmente) alla fine delle quali, forse inevitabilmente, il desiderio di rivedere (o forse sarebbe meglio dire "rivivere") tutto ciò era divenuto quasi opprimente per degli appassionati di ferrovia come noi.
Dato che, purtoppo, non si può tornare indietro del tempo, l'unico modo per far rivivere questo impianto è stato quello di cimentarsi in un lavoro di ricostruzione in scala H0 (1:87) abbastanza complesso e lungo, ma che alla fine siamo riusciti a portare a termine con un discreto buon risultato finale.
A partire da Agosto 2007 ci siamo quindi "buttati" della ricostruzione in scala di tutto l'impianto che formava il vecchio capolinea delle ferrovie Nord Milano e cioè: l'edificio della stazione, il bar e il suo giardinetto, i binari, il piazzale e tutti quei particolari che caratterizzavano quest'area sulla quale oggi sorge una parte del centro cittadino.
Uno degli obiettivi primari che ci siamo prefissati sono stati la precisione (intesa come fedeltà storica) ma soprattutto il realismo che si sono ottenuti solo con una attentissima analisi delle vecchie cartoline d'epoca (che come più volte accennato si sono rivelate decisamente essenziali) e sopralluoghi per prendere visione delle proporzioni dell'area oltre che per fotografare il bar che ancora oggi esiste.
| Le fotografie del diorama |
Seguono qui sotto alcune fotografie del diorama, ambientato nei primissimi anni del '900.



Grande movimento alla stazione di Erba-Incino; un treno proveniente da Milano è appena arrivato al capolinea
mentre un altro si appresta a partire; un ferroviere sta preparando la colonna idrica per fare rifornimento
d'acqua alla locomotiva 200-05; degli scaricatori, nel frattempo, portano fuori dal carro merci delle botti di vino.



Il piazzale della stazione di Erba-Incino.
L'ingresso del ristorante-bar della stazione...i francesismi, all'epoca, erano di moda!

Torniamo in stazione: la locomotiva appena arrivata da Milano si concede una pausa...

Ecco il diorama nella sua interezza; misura 100cm x 60.
Ed ecco due confronti con alcune delle cartoline d'epoca (che sono state usate per la ricostruzione) e il diorama, tutto rigorosamente in bianco e nero.


L'intero diorama (o plastico) è stato costruito su un tavolato di compensato di 100x60cm inchiodato su di un apposito telaio, rinforzato in seguito da robusti listelli di legno. I due binari della stazione sono dei flessibili Roco, mentre il breve tratto di binario morto è un vecchio Rivarossi degli anni '60.


Parte della struttura portante (non ancora completa) e la lastra di compensato.
Gli edifici sono tre (stazione, bar e casottello degli attrezzi) e sono stati completamente autocostruiti partendo da pannelli di Forex (materiale plastico facilmente ritagliabile con un semplice taglierino) opportunatamente modellati e dipinti poi con cementite e colori acrilici per dare loro la tipica sembianza dei muri esterni.




Alcune fasi della realizzazione degli edifici: le prime 6 foto mostrano la stazione in costruzione,
le ultime due il complesso edificio del bar/ristorante.
Come si può notare, le strutture portanti sono state realizzate con opportune intelaiature ottenute con listelli di balsa ai quali, in un secondo momento, sono state incollate le pareti in Forex (precedentemente realizzate) con Bostik. Porte e finestre sono di provenienza commerciale, dipinte e incollate ad incastro nei muri; i vetri sono stati realizzati con il classico metodo dei fogli di acetato. Anche i tetti sono di provenienza commerciale, opportunamente ritagliati, incollati e invecchiati con colori acrilici; quelli della stazione sono in resina, quelli del bar sono invece in plastica. Sia la stazione che il bar, inoltre, sono predisposti per l'illuminazione, fornita da apposite lampadine a basso voltaggio poste all'interno.
Marciapiedi e gradini sono anch'essi realizzati in Forex (di spessore però superiore rispetto a quello usato per gli edifici); prima di procedere con l'incollaggio degli stessi (effettuato ricorrendo a notevoli quantitativi di Vinavil) si è proceduto con la tinteggiatura dapprima con cementite, poi con colori acrilici sui toni del grigio, così da simulare il cemento.



Alcune fasi di realizzazione dei marciapiedi della stazione.
La massicciata ferroviaria è stata invece realizzata mescolando ballast di due colori diversi in parti uguali, incollato poi con la classica miscela di acqua, Vinavil e qualche goccia di detersivo per piatti.

Alcuni scatti effettuati durante la posa della massicciata.
Per realizzare lo sterrato del piazzale della stazione (allora non esisteva l'asfalto!) è stata invece utilizzata della comune sabbia (versata sul piano in precedenza passato con più spennellate di Vinavil servendosi di un colino), in seguito opportunatamente sporcata e resa disomogenea con apposite polveri modellistiche di diversi colori. L'erba, i fiori e le erbacce di vario tipo così come gli alberi, le staccionate, personaggi e anche l'immancabile colonna idrica sono tutte di provenienza commerciale; altri particolari, invece, come panchine, vasi di fiori, pali della luce e terminali ferroviari sono stati interamente autocostruiti con materiale di recupero: cartone, punti di cucitrice, pezzi di fiammiferi, ecc.



Alcune fasi della lavorazione: posa dell'erba, delle staccionate, della sabbia e dei fiori.
La realizzazione dell'intero diorama ha richiesto moltissime ore di lavoro, sia per le difficoltose ricerche fotografiche, iconografiche e bibliografiche che per la realizzazione dell'impianto stesso. Particolare impegno ha richiesto, in modo particolare, la realizzazione della stazione ma anche del bar, dalla forma piuttosto complessa.
Concludiamo dicendo che il giorno 23 Gennaio 2008 sul quotidiano "La Provincia" è stato pubblicato un articolo interamente dedicato a questo diorama, che potete vedere cliccando sul link sottostante:
Scarica la pagina con l'articolo in PDF (l'articolo è in fondo alla pagina)
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