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Territorio erbese & Alta Brianza
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Laghi, falde, rogge e fiumi: una grande riserva d'acqua

Benché importanti, non sono solo i monti a caratterizzare la Piana di Erba: diversi laghi, tutti di origine glaciale, circondano la zona e formano, assieme a fiumi, torrenti, falde, rogge un complesso sistema idrico che garantisce, anche nei periodi più sicccitosi, notevole abbondanza di acqua.
La stessa Erba è attraversata dal Lambrone, un tratto del fiume Lambro che è stato artificialmente incanalato dopo lunghe peripezie nel 1845 e che sfocia nel lago di Pusiano. Prima che fosse arginato, quando pioveva più del solito, decine e decine di rigagnoli che normalmente correvano nella pianura dove adesso sorge parte della città, si ingrossavano, si univano e allagavano tutti i campi, spesso sommergendo pure parte di Incino ed accumulando montagne di dedriti tanto che, alla fine del 1700, il corso del fiume aveva abbandonato del tutto l'alveo originale. A questo proposito, la più disastrosa inondazione che si ricordi - stando alle cronache dei tempi - deve essere stata quella provocata dall'alluvione del 1799, a seguito della quale ci si convinse una volta per tutte dell' incombente necessità di incanalare artificialmente il corso d'acqua.

La piana su cui sorge oggi Erba, è quindi geologicamente un terreno di tipo alluvionale. I detriti, trasportati in centinaia di anni dal fiume Lambro, si sono via via accumulati e depositati tanto che, con molta probabilità, quelli che oggi sono i laghi di Alserio e di Pusiano, un tempo dovevano essere uniti a formare un unico grande bacino, quello descritto nel I secolo d.C. da Plinio il Vecchio e da lui chiamato lago d'Eupili.


Il torrente Lambro a Erba poche centinaia di metri prima di sfociare nel lago di Pusiano visibile in fondo (foto di S. Ripamonti).

Per meglio chiarire il complesso inquadramento idrogeologico che caratterizza la Piana d'Erba e l'alta Brianza più in generale, segue qui sotto una cartina che lo rappresenta seppur in modo un po' semplificato (dal momento che non considera alcuni torrrenti come il Bova oppure le numerose rogge sparse nella parte bassa di Erba).


Come si può notare, i laghi sono cinque e tutti di origine glaciale. A questo proposito, i geologi ritengono che, nell'ultima glaciazione wurmiana, spesse lingue di ghiaccio siano scese dalle Alpi fino alla Piana d'Erba e probabilmente anche oltre: il territorio erbese nell'era Quaternaria (cioè negli ultimi 1,8 milioni di anni) doveva pertanto essere ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio che, nella sua lenta avanzata, diede origine, scavando, a quelli che oggi sono i laghi briantei. Una prova di tale affermazione risiede proprio nei depositi morenici osservabili in molte zone dell'erbese oltre che al notevole numero di massi erratici presenti tutt'ora sui monti del circondario.

Il lago di Montorfano

Il lago più a Ovest è quello di Montorfano; è uno degli specchi d'acqua più puliti di tutta la Lombardia. E' posto ad una altitudine media di 390 m slm e ha una superficie di 0,450 Kmq. La profondità media si aggira attorno ai 4.10 m, mentre la profondità massima rilevata è di 6.75 m.


Il lago di Montorfano, foto di S. Ripamonti

Il lago di Alserio

Procedendo verso Est, incontriamo poi il lago di Alserio (il nome deriverebbe dalla radice "ser" che significa - in lingua celtica - "acqua"). Secondo molti studiosi, all'inizio il lago di Alserio e quello di Pusiano erano uniti; successivamente poi, a causa dell'accumulo dei detriti alluvionali trasportati dal fiume Lambro, i due bacini si sarebbero separati, rimanendo comunque in comunicazione tramite dei canali secondari dai quali riprende origine, dopo essere sfociato nel lago di Pusiano, il fiume Lambro, che procede successivamente col suo corso fino alla Bassa pianura, per sfociare, infine, nel Po.
L'altitudine media di questo secondo lago è di 260 m slm, la superficie totale si aggira attorno ai 1,230 Kmq; la profondità media è di 5.3 m, ma con punte fin verso gli 8 m di profondità.


Il lago di Alserio ghiacciato, foto di S. Ripamonti

Il lago di Pusiano

Un altro bacino, forse il più famoso dell'Alta Brianza, è il lago di Pusiano. Solo dal 1922 di proprietà demaniale, dalle sue acque spunta un isolotto (chiamato Isola dei Cipressi), di proprietà di privati, molto caratteristico. Il suo principale immissario è il Lambrone, che, dopo aver attraversato Erba, vi si getta presso il lido di Moiana. L'altitudine media si aggira attorno ai 260 m slm, ha una superficie di quasi 5 Kmq, con una profondità media di 14.03 m e massima di 24.3 m.

Il lago di Pusiano, proprio per la sua particolare bellezza, è stato cantato e rappresentato in passato da poeti e pittori: Caio Plinio Secondo parla di un grande lago, l'Eupilii, riferendosi, con molta probabilità, al lago di Alserio e Pusiano che un tempo erano uniti; il poeta Giuseppe Parini cantò ne "La vita rustica" lo splendido paesaggio che lo circonda, definendolo "vago Eupilii": "Colli beati e placidi / che il vago Eupilii mio / cingete con dolcissimo / insensibil pendio". Anche il pittore Segantini rappresentò lo specchio d'acqua in uno dei suoi celebri dipinti, quello che poi intitolò "Tramonto a Pusiano", come pure Alessandro Durini nel suo "Lago di Pusiano".


Il lago di Pusiano in primavera, foto di S. Ripamonti

Il lago del Segrino

Il più piccolo dei laghi briantei è quello del Segrino; è anche lo specchio d'acqua posto più a Nord rispetto agli altri. La conca che raccoglie le sue acque presenta un profilo a U, proprio questa caratteristica mostra come sia stato effettivamente scavato da una lingua glaciale, durante l'ultima glaciazione Pleistocenica. Il lago è alimentato fondamentalmente da sorgenti sublacustri che contribuiscono a loro volta a rifornire di acqua l'unico suo emissario, che esce dalla parte meridionale del bacino e che va a gettarsi nel lago di Pusiano.
L'altitudine media è di 370 m slm, la superficie è di appena 0.378 Kmq, la profondità media è di 3 m con un massimo di 8.5 m.


Il lago del Segrino ghiacciato, foto di S. Ripamonti

Il lago di Annone

Il lago di Annone si trova nella parte più orientale dell'Alta Brianza. E' diviso in due bacini dalla penisola di Isella, una stretta lingua di terra che penetra per circa un chilometro nel lago. La parte più orientale è anche la più vasta ed è chiamata anche lago di Oggiono o, in dialetto, "ul laach" ("il lago"); la parte più occidentale è invece più piccola e per questo è chiamata "ul laghet" ("il laghetto"); le estremità comunicano tramite un canale largo poche decine di metri e profondo due. Questo bacino, che è il più esteso tra i laghi briantei (5.5 Kmq), è circondato da diversi rilievi: a nord-est il monte Barro, a nord dal Cornizzolo, a sud da bassi rilievi della Brianza orientale. E' alimentato principalmente da sorgenti sottolacustri e da torrenti dalla portata però irregolare e spesso in secca, come il Roncaglio, il Pescone, il Molinatto ed altri). Possiede un emissario, che è il Rio Torto. Il lago ha una profondità media di 9 m ed è situato ad un'altitudine media di 220 m slm.


Il lago di Annone visto da Oggiono (LC). Foto di S. Ripamonti


Tutti questi laghi, eccezion fatta forse per il lago di Montorfano e, in parte, per il lago del Segrino, sono stati purtroppo inquinati dagli scarichi di industrie sorte sulle loro sponde a partire dai primi decenni del 1900. Tuttavia, dagli anni '80, tutti questi bacini sono stati considerati dalla Regione Lombardia, come  "Parchi di interesse sovracomunale"; tale emendamento ha consentito un miglioramento della qualità delle acque e della salute sia della ricca flora che della fauna lacustre. Da alcuni anni, ad esempio, si sta cercando di ripulire il lago di Alserio: l'operazione non è affatto semplice e il lavoro è lungo, ma i segni di un miglioramento sembrano comparire.

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