| Parte II - Il periodo d'oro della Brianza... |
Nonostante ancora oggi la Brianza sia un territorio molto bello e apprezzato anche all'estero, il periodo di maggiore splendore lo si può inquadrare cronologicamente a partire dai primi decenni del 1800 fino a primi anni del 1900.
In quel periodo, infatti, la zona era letteralmente presa d'assalto dai nobili milanesi che, nel XIX secolo in particolare, costruirono numerose ville, molte delle quali ospitarono anche personaggi di fama nazionale ed internazionale: poeti, scrittori e pittori, invitati proprio in queste regge circondate da enormi parchi, cantarono e rappresentarono le bellezze naturali e paesaggistiche della Brianza in opere famosissime.
All'inizio l'economia era di stampo prevalentemente contadino con salde origini nel Medioevo ma, col passare degli anni, si cominciò anche qui a risentire dei rapidi cambiamenti che già stavano avvenendo in Europa e che avrebbero portato nel giro di pochi decenni all'epoca Moderna.

Il Re Umberto I all'ippodromo di Erba.

Un folto gruppo di persone scommette sui cavalli, sempre all'ippodromo erbese.

Ancora Re Umberto I, stavolta in una villa di una facoltosa famiglia brianzola.
A questo proposito, una importante svolta si ebbe proprio nel 1879 quando fu finalmente ultimata la ferrovia che collegava - e collega tutt'oggi - Milano con la città di Erba (in seguito poi la linea sarà prolungata fino ad Asso).
Il treno, simbolo proprio di questa nuova Era, contribuì a incrementare la frequenza e la velocità degli spostamenti, dando ulteriore forte impulso al turismo locale. Lo stesso Re Umberto I, avendo la residenza a Monza, soleva molto spesso venire a Erba per rilassarsi e per assistere personalmente alle corse di cavallo che tanto amava nell'ippodromo cittadino.

Foto d'epoca della Ferrovia Milano-Erba. Solo in seguito la linea verrà prolungata fino ad Asso.
Tutto questo ebbe fine proprio con l'uccisione del Re e lo scoppio della I Guerra Mondiale.
Negli anni successivi, a seguito dell'industrializzazione sempre più marcata e crescente, alla Seconda Guerra Mondiale, ai tempi e alle abitudini che cambiavano travolti dalla tecnologia e dalla modernità sempre più imperante, iniziò un lento ma inesorabile declino per l'antica terra brianzola.
Turisticamente, insomma, ebbe fine questo periodo d'oro ma in compenso se ne aprì uno nuovo, certamente altrettanto redditizio ma forse anche meno affascinante: quello dell'industria.
Oggi la Brianza è una delle zone economicamente più ricche e avanzate d'Italia.
Tutto questo però è stato pagato ad un prezzo certamente elevato: tra il 1920 e il 1980 molte aree sono state rovinate, inquinate, deturpate per far spazio ad industrie e a fabbriche. Si è iniziato a inquinare i laghi, i fiumi prestando ben poco rispetto alla natura e alle bellezze naturalistiche e paesaggistiche che la zona da sempre possedeva.
In seguito, tuttavia, sono stati istituiti parchi e riserve naturali, aree protette e sono stati iniziati, grazie anche ai fondi rilasciati della Comunità Economica Europea, lavori di bonifica e di recupero tutt'ora in opera. A questo proposito si pensi, ad esempio, ai laghi Briantei: uno di questi (quello di Alserio), inquinato dalle numerose fabbriche che sorsero nel giro di pochi anni lungo le sue sponde, è oggi in fase di trattamento e si stanno registrando proprio in questi mesi netti segni di miglioramento.
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