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I laghetti di Baggero e di Malpaga, Merone (CO)
Grazie a Massimo Ciarloni per l'importante contributo offerto per la stesura di questo articolo


I laghetti di Baggero

Il bacino, che prende attualmente il nome di Oasi di Baggero, è formato da due laghi profondi da 5 a 6 metri ed estesi per quasi 8 ettari. L’immissario è la roggia Cavolto che, dopo aver formato i due laghi, si getta poco più a valle nel fiume Lambro.
Questi due laghetti sono completamente di origine artificiale: a seguito dell'estrazione di materiale (cemento) iniziata nel 1928 e terminata nel 1969 per la zona sud e nel ’70 nella parte nord, dopo 10 anni di lavori di recupero ambientale, nel 1980 nascevano i laghi di Baggero e la relativa riserva naturale.


La zona vista dall'alto: a destra i due laghetti di Baggero, più a sinistra quello di Malpaga
(immagine tratta dal programma Google Earth, (C) Copyright 2006 Europa Tecnologies, DigitalGlobe e TerraMetrics).


Ancora la zona dei laghetti vista dall'alto (immagine tratta dal programma Google Earth,
(C) Copyright 2006 Europa Tecnologies, DigitalGlobe e TerraMetrics).


Il lago di Baggero (sud).


Il lago di Baggero (nord).


La roggia Cavolto.

Il laghetto di Malpaga

Similmente ai laghetti di Baggero, anche il lago di Malpaga è nato sull'omonimo sito estrattivo da lì poco distante.
L’estrazione è iniziata nel 1970 ed è terminata nel 1975. Il recupero ambientale ha avuto invece termine nel 1979.
Lo specchio d'acqua viene alimentato dall'acqua piovana e da una piccola roggia; l ’emissario confluisce nella roggia Cavolto. Le acque del lago di Malpaga non ricevendo apporti inquinanti si mantengono pulite.


Il laghetto di Malpaga; si nota subito l'origine non naturale dello specchio d'acqua, specialmente osservando le sue rive.

Per gentile concessione di Massimo Ciarloni.
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