La Meteorologia...in pillole!
 
 
 
 


 

Didattica meteo

 

Cosa è e cosa dà origine al vento?

Con il termine vento si definisce, in Meteorologia, lo spostamento orizzonatale di masse di aria da un punto ad un altro. Tale spostamento è sempre causato da differenze di pressione da zona a zona.
La misurazione del vento è molto interessante, dal momento che consente all'osservatore di conoscere in anticipo le caratteristiche di una massa d'aria in avvicinamento e, conseguentemente, le possibili variazioni di temperatura e umidità.

Per la sua misurazione esistono due strumenti: l'anemometro, che misura la velocità e l'anemoscopio (conosciuta anche col nome di manica a vento) che rileva invece la direzione. Talvolta, specialmente nelle stazioni meteorologiche moderne, questi due strumenti sono accorpati in uno solo.
La velocità si misura solitamente in km/h o in nodi; per la direzione, invece, si fa riferimento alla bussola, cioè si esprime la misura in base all'angolo formato con il nord geografico (contando in senso orario).
Sulle carte meteorologiche si suole indicare la direzione con dei vettori, mentre la velocità (o forza) con dei trattini (cocche).
Ecco qui sotto un esempio.

Ma come si origina il vento?
Le masse d'aria, spostandosi, tendono ad andare da punti a pressione più alta a punti a pressione più bassa, cioè da zone di alta pressione a zone di bassa pressione. Più alta sarà la differenza di pressione, più alta risulterà anche la velocità di spostamento (e quindi più forte risulterà il vento).
L'aria tuttavia, non si muove linearmente, ma subisce le deviazioni causate dalla forza di Coriolis (dovuta a sua volta dal moto rotatorio del nostro pianeta) che tende a ruotare le masse di aria nell'emisfero settentrionale verso destra, nell'emisfero meridionale verso sinistra.

La turbolenza


In caso di venti deboli, atmosfera stabile e suolo privo di ostacoli l'aria tende a muoversi in strati paralleli; se tuttavia la velocità supera i 15/20 Km/h e il suolo presenta degli ostacoli fisici (alberi, edifici...) si formano, a partire dal flusso principale, dei vortici che provocano molto spesso una improvvisa variazione di velocità e direzione. Tale agitazione prende il nome di turbolenza. E' proprio tale aumento brusco di turbolenza che si suole indicare col nome di raffica.


Formazione di vortici e turbolenza.

I venti del Mediterraneo

Bora: vento freddo discendente che proviene da E/NE. Entra attraverso la "Porta della Bora" (Trieste) e scende lungo l'adriatico con raffiche spesso violente.

Grecale: forte vento (frequente specialmente nei periodi invernali) di NE tipico dello Ionio e delle coste orientali della Sicilia.

Föhn (o Foehn): vento tiepido ma molto asciutto che dalle Alpi discende sulla Pianura Padana e che può raggiungere anche le coste della Toscana. Si origina quando masse di aria molto fredda impattano contro la catena alpina: l'accumulo di masse d'aria sopravvento fa aumentare la pressione atmosferica che diminuisce dall'altra parte (quella sottovento) creando una bassa depressione che genera appunto questo vento.

Maestrale: proviene da NW e interessa le coste della Sardegna, del Tirreno e addirittura della Sicilia. Molto secco, si instaura in tutte le stagioni.

Tramontana: interessa il versante tirrenico occidentale da NW a NE ed è quasi sempre un prolungamento del Mistral (il Maestrale francese) e del Foehn.

Scirocco: condiziona spesso il tempo dell'Italia meridionale; spira da SE e si presenta all'origine secco e caldo. Scorrendo però sul mare si carica di umidità e arriva sulle coste come vento umido e portatore di piogge, talvolta anche intense. Raramente raggiunge anche le regioni settentrionali.

Libeccio: proviene da SW; sporadico sull'Adriatico, è invece frequente nei bacini occidentali tanto da far sentire i suoi effetti fino al Golfo di Genova. Può essere anche molto violento.

 



 
       
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